Provo a buttare giù due righe riguardo la sentenza di secondo grado riguardante lo “stupro della Fortezza”, avvenuto a Firenze nel 2008. Sto ascoltando Guccini, l’album Via Paolo Fabbri 43, che si apre con la canzone Piccola storia ignobile: argomento della canzone è l’aborto, la libertà sessuale ancora non totalmente conquistata per le donne, che ad inizio anni ’70 ricoprivano ancora il ruolo di mere riproduttrici o intrattenitrici del partner. E non importava che questo fosse il marito, il fidanzato, l’amante, il tizio di turno o il cliente. Tu, donna, non avevi diritto all’orgasmo. Tu, donna, non avevi diritto a provare piacere. Il piacere era appannaggio dell’uomo. E se qualcosa andava storto, se rimanevi incinta, beh, i problemi erano tutti tuoi.

È necessario organizzarsi e creare file di tutti i documenti importanti e pertinenti. Secondo il legale della famiglia di Dallas Christine Leatherberry, "Un genitore deve fare una richiesta (genitore non affidatario) di restituire il bambino per iscritto via sms o e-mail (per mostrare il giudice a un'udienza di disprezzo). Avrai anche bisogno di avere a portata di mano documenti, lettere, testi, ecc. Che supportano o convalidano la tua esperienza. Il tribunale avrà bisogno di prove per agire. https://www.youtube.com/watch?v=uAsgh64Y4VU
Per qualche tempo pensai di abbandonare l’idea e ripartire dall’opzione numero 1, quella di una vita normale e in totale contrapposizione con la mia idea di felicità. Poi, però, pensai che dovevo provarci. Calcolai i miei risparmi, mi misi in testa di vivere riducendo al minimo le spese e poi decisi che avrei dedicato un anno della mia vita per provare a realizzare quel sogno improbabile. https://www.youtube.com/watch?v=F8Vm1rq04NI
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